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In occasione del debutto del primo libro della Bambina filosofica si era inizialmente pensato a un ritratto del personaggio, ma la protagonista si e rifiutata cotegoricamente, asserendo che ai ritratti ha sempre preferito le nature morte. La redazione, in accordo con l'autrice, ho proposto quindi un'intervista. L'incontro si svolge in Piazza Maggiore a Bologna, in piedi, vicino ai vecchi che discutono di politica e di calcio. La bambina si presenta accompagnata dalla mamma e con in braccio un gorilla di peluche. Viste da lontano fanno quasi tenerezza...


Per iniziare l'intervista, può raccontarci qualcosa della sua nascita?
Non ero presente, ma mia madre sostiene di avermi fatto lei... e racconta aneddoti di cui io ricordo poco o niente... magari non sono nemmeno veri... chissà?' Comunque, noi tutti siamo stati creati da un essere supremo, chiamiamolo cosi per comodità, il creatore, l'autore… in questo caso l'autrice. Questo essere, Vanna Vinci, era al tavolo di una specie di birreria nello periferia di Bologna, quella con l'autobus inglese sul tetto... era in preda a un delirio digestivo per via di un piatto di palatine fritte e, come spesso fa la gente, aveva cominciato a scarabocchiare su un tovagliolino di carta... Le dirò, io anziché scarabocchiare mi scrivo delle maledizioni o degli insulti che poi metto in tasca, dovessero tornarmi utili. Il fatto che l'autrice abbia avuto l'ispirazione in osteria anziché al telefono non mi dispiace. Trovo che il luogo sia senz'altro più idoneo. Sono venuta fuori così... e nella mia prima immagine ballavo!

Nella sua prima apparizione aveva già gli stessi connotati di adesso o era diversa?
Ero uguale... faccia a cicerchia, corpo a fagiolino, berretto col ponpon in pendant col maglioncino, gonnellina a pieghe e scarpe nere a punta maschili. Abbigliamento un po' english. Certo, non si può dire che io sia una bellezza classica, ma si sa, sono i tipi che colpiscono, e poi, con un po' di ritocchi si rimedia qualsiasi sgorbio. L'importante sono gli occhi... basiti, annichiliti, furiosi, subdoli, trasognati, etilici, sedati, guardinghi. E la bocca... sorriso sardonico (riferimento alla sardità dell'autrice!), angoli in giù (c'e poco da stare allegri), digrignante. Orecchie super captanti e autosospensive, all'occorrenza. Capelli a spaghetto e taglio da flapper... Le mani ciccette da putto... I piedi piatti e sbilenchi... Un ombelico fantastico, fonte di energia ed equilibrio! Se vuole può anche provare a disegnarmi... non è poi così difficile... se c'è riuscita l'autrice che non è certo un'aquila messicana... Poi verrà contattato dal mio legale per contraffazione, eh si, siamo sul penale... non le avevo detto che sono coperta da diritto d'autore?! Non sarà granché, ma è meglio di uno pensione integrativa, le pare...?

Fingo di non capire e vado avanti...
Ci dica, come si sente al suo debutto?
Sa com'è per noi nevrotici, un successo e un insuccesso sono la stessa cosa, entrambi ci mettono l'ansia. D'altra parte, per tutto il libro non faccio altro che elucubrare, dissertare e citare filosofie più o meno attendibili... Non penserà che durante un'intervista le faccia il bignami del mio repertorio! Voialtri sapete solo fare domande... ma le risposte costano. E comunque la persona più idonea per parlarle di me è Lillo, il mio gorilla di peluche... Lui ha sempre la risposta giusta.

Detto questo, passo a fare qualche domanda alla mamma.
Signora, mi dica, è orgogliosa di sua figlia?
La bambino è la mia croce, mai che faccia come dico io, è terribile... E poi, tutte quelle frasi a effetto, sa cosa vuol dire?! Mi distrae anche nella guida... L'altro giorno ho giusto preso una multa per eccesso di velocità... Del resto, un figlio è un debito mai pagato, una cambiale sempre in scadenza... Certo non ci si annoia, anzi, niente di strano che la bambino abbia qualcosa di superiore, che sia una specie di piccolo genio. Questo spiegherebbe perché è spostata. Come quei bambini che a un mese suonano già Beethoven al piano. Sono drammi che capitano in molte famiglie, a volte ci si fanno anche dei soldi... ma non è questo il caso! E' che è snervante! Bisogna non starci troppo attaccati o si finisce per diventar matti. Io cerco di educarla e farne una bambina a modo, ma ha visto com'è... e difficile! Così mi adatto, sono costretta. Ogni tanto le canto questa canzone: Fiooree di melogranooo, ti amo tantooo, ma mi conviene di starti lontanooo!

Diossanto, è stonatissima!
Ma lei, come vorrebbe che fosse la sua bambina?
Sa quelle belle bambine bionde coi boccoli, che sanno cucire, stirare, lavare, cantare… sanno far tutto! Un po' come la bambina dei vicini! (alza la voce per tarsi sentire). Ohh, guardala là, che carina (ridacchia)...

Improvvisamente, senza che me ne renda conto, la Bambino filosofica estrae un enorme coltello da sub dalla borsetta contrassegnata con una F che porta a tracolla, sembra fuori di se.

Le capita spesso di arrabbiarsi col prossimo?
Spessissimo, mi applico anche. L'arte dell'ira non è un dono innato, bisogna lavorare duro. Del resto, il prossimo, come lo chiama lei, è un intruso, una seccatura... Come lei, del resto! Io mi adeguo, mi incazzo, cerco la strage e convoglio tutta la mia energia per fare di voi grattacapi, il prossimo appunto, la mia fonte massima di ispirazione. A volte tenderei anche a eliminarlo, il prossimo… per esempio la bambina dei vicini... però quella è sfuggente come un'anguilla... Lei per caso ha visto dov'è andata?

No, mi dispiace... Ecco, potrebbe darmi qualche delucidazione sulla figura dell'enigmatico Lillo?
Lillo è il mio gorilla di peluche e non è affatto enigmatico! E' l'essere che a mio parere ho raggiunto il livello massimo nella scala evolutiva. Non pensa, e non parla nemmeno... Dio, è il mio punto d'arrivo... ma sono ancora molto lontana!

Ci rivolgiamo a Lillo, un pupazzo un po' cicciotto...
Lillo, ci dica qualcosa, una massima, una sua opinione sulla Bambina filosofica...

Non sia timido, la prego, si lasci andare...
(La bambina Io guarda estatica) Ha visto, cosa le avevo detto? E' la perfezione assoluta.

Ma è timido o sordo?
Chi lo sa, forse è anche muto… oppure finge entrambe le cose, Io snobismo allo stato puro. Il suo sguardo attonito e la sua mancanza di reazione sono un punto d'arrivo. Glielo avevo detto che aveva sempre la risposta giusta... Shhhh, il silenzio totale... Lillo è il Nichilista Assoluto.

Non le sembra di esaltarsi un po' troppo?
E' normalissimo, siamo tutti degli esaltati, crede che uno non esaltato si prenderebbe la briga di stare al mondo...? E poi non c'è niente di male, si bruciano calorie e si passa il tempo senza accorgersene. Come a stare in apnea... A lei non piace la vita sana?

Forse non bisognerebbe esagerare...
Ma se esagerare e la mia specialità! E direi anche la sua... non le pare?

...Le sto ponendo troppe domande? E lei, si pone delle domande?
Mai successo. In ogni caso, se anche lo facessi, non mi darei alcuna risposta, così, per dispetto! E poi che bisogno c'è, visto che di solito arriva qualche deficiente come lei che se ne occupa?

Cambiamo discorso... La sua vita è solitaria o ama frequentare altre persone, andare alle feste o ai ritrovi mondani?
Le dirò, io da sola sto benissimo, ho tra me e me una conversazione colta e brillante, a volte quasi comica. Mi trovo una persona interessante, con dei buoni argomenti, mi frequento assiduamente, mi sono simpaticissima. Altre volte, sporadiche, mi lascio trascinare e mi infilo in quelle trappole di cui lei parla. Ogni tanto si ha bisogno anche degli altri, io per dire sono anche curiosa, antropologicamente parlando. Ma è sempre una debacle. Dopo un po' mi viene l'allergia, mi copro di macchioline rosse... ecco, mi torna I'orticaria.

Non partecipa nemmeno a serate culturali?
Sì, delle volte, quando so che il buffet è sostanzioso, e anche la carta dei vini. Una goccia di Chanel n. 5 e venti di Valium... e sono pronta per qualsiasi circo culturale.

Le piacerebbe essere diversa?
Io sono già diversa.,. Forse mi doveva chiedere se mi piacerebbe essere uguale... e io le avrei risposto: A chi? Ah ah ah...

Cosa pensa della scuola?
E' un'istituzione caritatevole... Accoglie un sacco di gente che diversamente sarebbe senza arte ne parte. In secondo luogo, è un aiuto per i genitori, che statisticamente dopo sei anni si sono stancati di avere tra i piedi quei simpatici frugoletti e non sanno più cosa farsene. Così, onde evitare l'abbandono, si usufruisce della scuola.

Quindi lei non ne riconosce l'importanza educativa?
Proprio così, tutti quei bambini puzzolenti e confusionari insieme, pronti a passarsi tutte le malattie possibili... La scuota è un'istituzione altamente malsana e promiscua... e poi parlano delle discoteche!

Cosa pensa della sua compagna di banco Angelicia?
Un essere interessantissimo. Potrei farci un trattato se avessi tempo di interessarmi a qualcun altro... Lei è così arcaica, animale. E' un essere allo stadio primario, quasi perfetto, che la scuola e la società intende rovinare e far diventare un insulso adulto, magari occupato nel terziario.
Angelicia è come il buon selvaggio... Ovvero quello che io non sarò mai... sono troppo, troppo raffinata!

E allora come spiega la vostra amicizia?
Semplice, gli opposti si attraggono. Lei mi vede come se fossi un marziano e io come una versione umana di Lillo... perchè Lillo è un essere superiore.

Proprio in quel momento arriva Angelicia che sgranocchia delle arachidi e mi stringe la mano ungendola completamente. Faccio finta di niente e continuo la mia intervista.
Lei ha fede?
In certe situazioni, quando né la medicina ufficiale né quella alternativa funzionano... Anche noi agnostici ci rivolgiamo a quello che dicono ci sia ma non si veda... Del resto anche l'elettricità c'è, ma non si vede... però quella si sente, ammazza!

Angelicia, lei cosa ne pensa?
Io sono una fervente credente.. e ho i miei motivi!

Quali sarebbero, se posso chiedere?
Non voglio rinunciare ai regali di Natale.
(Bambina) Visto? Nella sua semplicità sa riconoscere i propri privilegi...

A questo punto dell'intervista, già abbastanza faticosa, appare Lino Trifota, molto elegante, in gessato Armani.
Ah, ecco il signor Trifola, segretario, consulente e precettore... cosa pensa di lui?
Non paga l'affitto.

Trifola si inserisce nella conversazione, emana un intenso profumo...direi, di trippa.
Signor Trifola, ci dica, cosa pensa della Bambina filosofica?
Un essere selvaggio e refrattario a qualsiasi senso di civiltà... Una potenziale assassina dal karma sporchissimo... Pensi che ieri mi ha persino addentato un orecchio!
(Bambina) Be', prima che arrivasse questo periodo di vacche magre, vegetariano intendo, Io si faceva ogni Natale. Un buon maialino alla brace e delle orecchiette croccanti da masticare tutto il pomeriggio,
(Trifola) La sente? Io vivo in un regime di tenore... Se non fosse per quella santa donna della madre e della tenera Angelicia,,. sarei già spacciato!

Le piace la carne di maiale? (Chiedo alla bambina)
Mica tanto... Ma lui stimola in me un istinto primordiale, un desiderio di sacrificio, di sangue. Ma non in quanta maiale...

Cosa ne dice, signor Trifola, di queste dichiarazioni?
Come mi disse il mio caro amico Checov: "Non ti curar di lor ma guarda e passa". (mi parevo fosse Dante... NdC) Io non perderei del tempo a discutere con o di questa bambina. Bisogna affrancarsi della condizione di pizzicagnoli della cultura... io sono un artista!
(Bambina) Sì, un artista della trippa!

Mi rivolgo ancora alla Bambino filosofica, anche per cercare di arginare il fiume rappresentato dalla parlantina sciolta di Lino Trifola.
Cosa pensa di questo modo di intendere la vita?
Certa marmaglia artistica mi rimane indigesta... Fa troppo rumore, usa tutte le parole sbagliate e cita nomi a destra e a manca che sembra un elenco del telefono...
Un'ultima domanda: cosa pensa del futuro?
Io non penso al mio futuro... qualcuno ci pensa per conto mio... però mi pare che questa persona, l'autrice appunto, sia inadatta a gestire le mie enormi impossibilita!